Cara Barbara.

Cara Barbara, era da tempo che ti aspettavo al varco, come quel cinese che sta nella sponda del torrente che aspetta i cadaveri dei suoi detrattori. Ti aspettavo soprattutto dal momento che è nato quest’ultimo governo, che ha fatto chiamare il tuo Tommasino. Ti aspettavo, per vedere se alla fine anche tu avresti lasciato la tua indubbia intelligenza e cultura come donna e come giornalista, per infilare la manina nel vaso della marmellata. Alla fine, hai fatto quello che io speravo. Alla prima occasione che il tuo giornale, che il tuo direttore, si è finalmente deciso di prendere con forza e responsabilità una posizione editoriale su questa maggioranza, su questo governo, tu sei subito corsa a diffendere la tua dolce metà, non certo per sottolineare la tua veduta editoriale sulla politica interna.

~ di Arturo su 31 Ottobre 2007.

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