La libreria che non c’è più.

Una delle librerie preferite di Arturo ha chiuso i battenti: la Libreria Cocco di Largo Carlo Felice ha chiuso per sempre. Al suo posto uno squallido negozio di abbigliamento; uno dei tanti marchi anonimi dal nome difficile da pronunciare che vendono a poco per una clientela pressochè adolescente, che spuntano come funghi in ogni dove, grazie al Franchising. Quella libreria aveva una sua storia, una storia che apparteneva a tutta la città e ai cagliaritani. Il primo romanzo che mi regalarono quando ero ragazzino, i miei genitori lo comprarono proprio lì: si trattava di “Tre uomini in barca”. Un vero peccato che non ci sia più. Negli ultimi anni, si era adattata alla modernità aprendo al suo interno un orribile bar dove servivano cappuccini e croissants. Ed è proprio nella nuova veste, che io comprai la scorsa estate “La parte abitata della Rete” di Sergio Maistrello. Un presagio? Forse. Nei tempi di Internet, dei Blog, figuriamoci se alla gente gliene frega qualcosa se una libreria chiude. Mi viene in mente il film “C’è posta per te” dove il coinquilino di Meg Ryan (l’idiota dell’Observer) si chiedeva cosa ci ha guadagnato il mondo con la modernità … la plastica … giusto quella. Secondo me nemmeno quella.


Lascia una Risposta